2018: il Best of

Gennaio.  Partiamo col botto…. i Grammy Awards. Tirannia di Bruno Mars che si porta casa 6 premi (tra cui Canzone, Registrazione, Album dell’anno), surclassando (chissà come mai) le varie candidature di Despacito. La dea bandata non ha baciato però Jay-Z, che nonostante giocasse in casa (New York baby) non é riuscito a portare a casa neanche il titolo in Best Rap Album.

Febbraio. Febbraio é solo una cosa…Sanremo! Volevo elencare un po’ di gossip, un po’ di cosine, ma nella mia mente c’è l’unica e sola: la vecchia che balla. Cioè parliamone. Elemento di punta de Lo Stato Sociale , che si portano a casa un dignitosissimo secondo posto, questa rondine bianca volteggiava leggiandra sul palco dell’Ariston. A 80 anni. Top. Degni di nota anche le urla non proprio soporifere di Roby Facchinetti, un certo Mirkoeilcane (si si, tutto attaccato) della categoria giovani, la deliziosa caduta di Sabrina Impacciatore e la soave afonia di Laura Pausini che é riuscita però a trasformarsi dal martedì al sabato in una “semplicissima” versione di Avrai.

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Marzo. Signori e signori marzo 2018 é stato il ritorno della Jesus Christ Superstar italiana: Suor Cristina. É uscito il 9 marzo il nuovo singolo della vincitrice di The Voice 2013. Il titolo? “Felice”. E menomale, suor Cristina cara. Il brano nel suo complesso non é poi così pessimo, cioè lo avrei cantanti volentieri durante la mia comunione.

Aprile. Il 4 aprile scorso che succede? Succede che Pink sale sul palco (concerto al Madison Square Garden di New York) e a un certo punto durante il secondo verso di “Who Knew” (una delle mie preferite se vi interessa), olé il vuoto, si é scordata le parole. Ma la sua reazione é stata alquanto fantastica: lo ha ammesso pubblicamente, e vabbè fin qui ci siamo, ma poi ha risposto con il titolo di un suo altro celebre pezzo: “I forgot the words. S**t! I forgot the words. So what?”. Geniale.  Ah comunque altra news di aprile é stata l’uscita del nuovo album di Carmen Consoli, intitolato ‘Uomini topo’. No, non tipo. Topo. Così, per dire.

Maggio. Maggio significa solo una cosa: Eurovision, quest’anno in casa Portogallo. A conquistare il titolo é l’artista in gara per Israele, Netta Barzilai con il singolo Toy, accompagnata nell’esibizione da una bizzarra coreografia corredata da pupazzi cinesi che fanno ciao-ciao con la manina; si esatto un po’ inquietanti.

Giugno.  La nuova social star Leone Lucia Ferragni non smette di stupirci. Cosa succede: durante uno dei migliaia di video che condividono sui social, viene ripreso il momento in cui Fedez fa ascoltare in anteprima un nuovo pezzo alla moglie e al figlio. Reazioni abbastanza diverse: Chiara Ferragni piange, Leone vomita. Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo disco? Non si dice che i bambini dicono sempre la verità?

Luglio.  Baby K sforna l’ennesima tiritera, la canzoncina latino americana di turno ti trapana l’encefalo destro e lì rimane fino a settembre (é tutto un me niego a perderte a mas nunca verte), dopo due anni di fuoco la hit estiva della combo Fedez – J-Ax fa flop, con annessa litigata e divisione. Ahhh che meraviglia l’estate.

Agosto.  Altra personalità di spicco del trash italiano rimane indubbiamente Al bano, che anche quest’estate ha deciso di regalarci una perla degna di nota. Durante il concerto a Rimini della tournée con Romina Power (e vabbè, fa già ridere così), il cantante dalla vocina timida ha deciso di fare il trasgressivo e quindi ha scavalcato l’impalcatura delle luci del palco e si è messo a cantare per diversi secondi appeso nel vuoto. Si é sentito un po’ l’uomo ragno. Peccato che l’uomo ragno non aveva il cappello, non cantava “un bicchiere di vino con un panino la felicità” e non aveva settantacinque anni. A me per esempio sarebbe venuto un infarto, invece sembra che i fan abbiano reagito con entusiasmo. Romina Power che, al contrario, é un pochino più lucida, si é accorta che la situazione non era proprio del tutto normale, e si é tranquillizzata solo quando Spider-Man ha deciso che la missione poteva concludersi.Risultati immagini per gif non ci siamo

Settembre.  Settembre é il mese del rinnovo. Tutto cambia, tutto ricomincia: le scuole, il traffico, i visi pallidi, l’abbonamento in palestra e quello della metro. A rinnovarsi sono anche le pubblicità: Tiziano Ferro con ‘La differenza tra me e te’ diventa la nuova base per lo spot della Vodafone, Louis Vuitton sceglie Beyoncé con XO, che accompagna le camminate divine di Emma Stone (no ma tranquilli una cosetta, fate pure), e l’Oréal Paris si ricarica con Don’t stop me now de i Queen.  Ma l’apice della meraviglia ragazzi lo raggiungiamo con il nuovo spot di intimissimi. Niente di meno che Sarah Jessica Parker cammina distratta e trasognante per strada con pigiama e tacchi, con una base fenomenale, un manifesto per la vita: Nessuno mi può giudicare. Effettivamente io Caterina Caselli che cantava durante una scena di Sex and the City proprio malissimo non ce la vedevo.

Ottobre. É tutto un Marlena torna a casa, Marlena vinci la sera, non si parla d’altro. Il fenomeno Maneskin non ha alcuna intenzione di arrestarsi. Vabbè ma menomale.Risultati immagini per gif marlena torna a casa

Novembre. Altro che Natale, altro che Capodanno, la vera festività quest’anno é stata la celebrazione (con ristampa in vinile) della canzone rappresentativa di tutta l’adolescenza, l’emblema dei banchi di scuola: Baby one more time di Britney Spears. Ora vi prego ditemi che vi ricordate Britney sedicenne con queste trecce alla Pippi calze lunghe che canta su un banco di scuola pregando l’ex fidanzato di darle un altro segnale. Ecco se ora vi è tornato in mente questo video, il video più iconico dell’ultimo decennio tra l’altro, dovete sapere che é stato girato nello stesso liceo di “Grease”, la Venice High School di Los Angeles: a quanto pare negli Stati Uniti hanno una sola scuola carina, le altre o sono un po’ trasandate o la gente è scettica nel perdere qualche lezione.

Dicembre.  Con Dicembre si giunge alla fine dell’anno e alla fine di XFactor. Quest’anno é successa una cosa impensabile e molto complicata: i finalisti erano tutti impeccabili (forse qualche look no) e meritavano a pieno il palco del forum. Vittoria di Anastasio (under uomini) che travolge tutti con le cover e il singolo ‘La fine del mondo’ davvero centrato; a mio avviso merito del ri-arrangiamento rispetto alle audition. Dalla prossima edizione poi, dovremo fare a meno dei commenti cervellotici di Fedez e delle favolose fangirl-ate della Blonde Salad e con non poco dispiacere ho letto anche dell’abbandono di Manuel Agnelli, e quindi parte il toto giudice…. cosa ci riserverà il 2019?

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Che fine ha fatto Sanremo?

L’idea era quella di commentare e pubblicare a caldo ma poi ci ho pensato bene e mi son detta ‘dai Sara, magari é tutto un gran bello scherzo che ci ha fatto zio Claudio’. Perché si sa, la speranza é l’ultima a morire, soprattutto in questi casi.
Ma procediamo con ordine.
Ieri a Sarà Sanremo 2017 si sono sfidate le Nuove Proposte per la sessantottesima edizione del Festival: qualcuno di interessante, ingiusta (sottolineo ingiusta) esclusione di Santiago, ma nulla di particolarmente rilevante.
Tutto bene insomma fino a quando hanno annunciato i Big.
Panico.
Altro che over ragazzi. Qua non é una competizione musicale, é una gara a chi ha vissuto più governi.
E con questo non intendo che dall’anno prossimo tutti teen idle (Riki dove sei???), però neanche l’età della briscola, eddai su.
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Partiamo dalla catastrofe.
A Sanremo 2016 li abbiamo visti tutti insieme appassionatamente a festeggiare i 50 anni di carriera, con tanto di pianti, gente che si chiedeva come continuare l’esistenza senza un live di ‘Dammi solo un minuto’, ringraziamenti vari.
E invece i Pooh ritornano, puntuali come il fisco.
La novità é però che ritornano divisi: il polinomio Pooh é stato scomposto nei fattori Red Canzian, e Roby Facchinetti/ Riccardo Fogli (esattamente, proprio lui, quello che aveva lasciato la band nel 1973 e si é rifatto vivo con qualche annetto di ritardo)
Come si dice dalle mie parti? ‘Na poracciata. 
 

Annalisa. Nali tesoro, basta. Sanremo non fa per te. Stai diventando più recidiva di Bernabei e Bianca Atzei messi insieme.

Lo Stato Sociale. Nel contesto Sanremo risultano un po’ come la prima fetta del pan bauletto…. fuori luogo ma ogni tanto utile. Credo però che si possa contare su di loro per il testo. Almeno spero.

Mario Biondi. Blondie che delusione…. e l’album di Natale?
Diodato e Roy Paci. RAGA MA CHI???
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Giovanni Caccamo. Ecco un altro che conosce più l’Ariston che casa sua. Ti prego Giovanni cambia strada.
                                                                                                                                                                            
I Kolors. Usciti da tre anni, latitanti da due. Hanno sempre cantato in inglese. Al Festival della canzone italiano. Mi sembra giusto.
                                                                                                                                                                          
Luca Barbarossa. Titolo della canzone “passame er sale”…. di getto esce un “Ma ci rendiamo conto”, ma ripensandoci credo che un ” ‘Tu sorella” sia più coerente.
Il trio delle meraviglie. Vanoni- Bungaro-Pacifico. Tralasciando il fatto che gli ultimi due non si sono mai sentiti neanche per sbaglio, io su Ornella punto tutto. Trash, sbronze, farfugliamenti incomprensibili. Tutto.
Renzo Rubino. Ma chi? (Questa edizione fioccano come se non ci fosse un domani)
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Nina Zilli. Una delle cantanti più sottovalutate del panorama italiano. Spacca tutto soré.
Noemi. Scusate ma io non riesco a pensare ad altro… ma il dread lo ha ancora?
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Enzo Avitabile e Peppe Servillo. I casi che mi fanno rimpiangere la Lodovica Comello dell’anno scorso.
Ermal Meta-Fabrizio Moro. Nuova (interessante) alleanza tra due dei fedeli servitori di regina Maria (De Filippi qualora ci fosse bisogno di specificarlo, ma non credo).
La storia si ripete. Solitamente i suoi pupilli ne escono vittoriosi, vedremo.
Decibel. Enrico Ruggeri ha preso e ha riunito i Decibel…. ma anonimia ne abbiamo?
Le Vibrazioni. Super ritorno. Ed é subito 2003, con i VIENI DA MEE urlati alla radio.
Sarcina mi raccomando, sobrio. Al massimo un cicchetto con la Vanoni.
Ron. Ma io non capisco, Rosalino Cellamare caro, come funziona? Paghi un anno e prendi due? Tutti con le doppiette?
                                                                                                                                                                           
Max Gazzè. Una delle poche perle di questa lista. Però presentarsi con una canzone dal titolo “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” non ti sembra un tantino azzardato?
Il passo dall’Ariston alla letteratura folkloristica é breve, vediamo di evitarlo.
Elio e le Storie Tese. Elio garanzia assoluta. Le assurdità e il trash di Sanremo 2013 sono scalfite nella memoria…. si replica?
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Musica e pubblicità: linee parallele o rette incidenti?

“I’m Rita Ora. This is Tezenis.” É dal 2015 che la nostra biondissima, bellissima, pop-star britannica ci invita a comprare intimo e bikini con questa frase. Sono quindi due anni che ci illude che con la sua collezione tutta pizzi e forme geometriche possiamo essere fighe come lei. Naturalmente, utopia.

Altro caso, certamente più discusso, è il nostro caro Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez.        Il rapper, giudice per il quarto anno a X Factor, ha prestato più volte la sua immagine come sponsor, partendo da una linea Sisley, passando per le Giravolte (lo spot più trash degli ultimi 10 anni), e arrivando in ultimo al brand internazionale Bershka.

Ma la domanda al centro di tutte le polemiche che ruotano irrimediabilmente intorno a questo argomento è una sola: quanto cantanti e cantautori si devono “rendere disponibili” al consumismo e al marketing odierno?

Ma anche la risposta è una sola. Siamo in un paese libero e democratico e ognuno prende la decisione che crede più consona…. tradotto in poche parole: fate come vi pare.

Però ora parliamoci chiaro… se dobbiamo fare le cose, le facciamo per bene: voglio che Malika Ayane pubblicizzi le gallette di riso per noi povere anime a dieta, o che Adam Levine faccia da sponsor a qualcosa tipo i ‘Maroon 5 Cereals’ , certamente un modo efficace per sostituire i corn flakes a pane e nutella.

Ma sicuramente il supertop lo si raggiungerebbe usando il volto di una delle nuove stelle del rap italiano: Sfera Ebbasta, perfetto per pubblicizzare le varie Bic o Staedtler.

Già mi immagino noi matricole in facoltà senza niente, né zaino né dispense varie:                         solo una penna a sfera… ebbasta.

Perché Sanremo è Sanremo…

Le festività natalizie sono ormai passate da un po’, quindi al ‘siamo tutti più buoni’ possiamo sostituire il ‘siamo tutti più sinceri’. Possiamo quindi commentare la carrozzata trash di Big (ma quali Big?) che la prossima settimana si esibiranno al carissimo Festival di Sanremo.

    1. Samuel. Alla prima letta, parte automatico il ‘Ma chi è?’, ma quando si scopre che è il cantante dei Subsonica scatta subito il respiro di sollievo, la minima consapevolezza che forse qualcosa di salvabile questo Sanremo lo abbia.
    2. Albano. Non so perchè ma a livello di trash è quello su cui punto più di tutti. Forse perchè spero nel ritorno di Romina nella serata duetti o perchè mi auguro un nuovo scandalo plagio, stile accusa a Michael Jackson con ‘I cigni di Balaka’.
    3. Elodie. É la tipa con i capelli da Winx uscita da Amici lo scorso maggio, quella con la voce simile a Emma, con il brano scritto da Emma e prodotto da Emma.
    4. Paola Turci. Il titolo della canzone è ‘Fatti bella per te’ e già mi piace un sacco. Dai Paola, non ci deludere.
    5. Michele Bravi. Rimasto freezato dai tempi della vittoria a X Factor, vediamo se questo Festival riuscirà a far scongelare un ragazzo che, a livello interpretativo, non è certamente da escludere.
    6. Giusy Ferreri. La nostra carissima Giusy è tornata dallo sfiancante viaggio Roma-Londra-Bangkok ed atterra all’Ariston con una canzone in grado di mettere in crisi le persone poco sveglie come me già dal titolo: ‘Fatalmente male’ ‘Fa talmente male’. A libera interpretazione.
    7. Fiorella Mannoia. L’unica vera gioia di questo Sanremo. Non ci deludere. Amen.
    8. Nesli & Alice Paba. Lui un poeta (giudizio palesemente di parte), lei dalla regia mi dicono abbia vinto The Voice, ma sinceramente mai sentita.
    9. Gigi D’Alessio. Io non commenterò troppo sinceramente perchè comunque dai, no. Però voglio dire questo… già lo schiaffate in prima serata a capodanno, ora anche a Sanremo? Ma non ci concedete neanche una pausa semestrale?
    10. Ron. Per la serie ‘Rispolveriamo l’antico’ ospite quest’anno Ron. Per il prossimo Festival si aprono le scommesse su Gino Paoli, Nada, Pino Donaggio e Umberto Balsamo.
    11. Fabrizio Moro. Caro Moro non importa che brano porti, come ti vestirai, se sarai intonato… se come cover porti De Gregori per me hai già fatto bingo.
    12. Giulia Luzi & Raige. Lei big di cosa che per noi è rimasta nei secoli dei secoli l’amica di Annuccia in Un Medico in Famiglia. Lui spero venga riconosciuto come bravo autore quale è (giudizio di parte pt.2).
    13. Michele Zarrillo. Le sue canzoni sanremesi sono sempre state abbastanza piacevoli, però credo proprio che il suo momento diventerà un’ottima pausa tweet.
    14. Alessio Bernabei. Lui ci prova ragazzi, me l’ha giurato, ci prova a stare lontano da Sanremo, ma proprio non ci riesce. E così puntuale come una cambiale, Bernabei si ripresenta per la terza volta consecutiva sul palco dell’Ariston. Ormai è di casa.
    15. Ermal Meta. Ermal caro, dopo che per anni hai distribuito in lungo e in largo brani neanche stessi facendo volantinaggio, forse era ora di iniziare a scrivere un po’ di più per te. Non ci deludere proprio ora.
    16. Lodovica Comello.
    17. Sergio Sylvestre. ‘Ma chi? 2.0′ Cerco un po’ su internet e leggo che è il vincitore della scorsa edizione di Amici. Bene. Ma neanche al Coca Cola Summer Festival si è esibito. Bene, ma non benissimo.
    18. Clementino. Anche su di lui il mio giudizio è estremamente di parte, il mio amore sconfinato dopo Pechino Express non mi fa essere lucida perciò, passo.
    19. Chiara Galiazzo.  Sanremo 2016- Francesca Michielin- ‘Nessun grado di separazione’   Sanremo 2017 – Chiara Galiazzo – ‘ Nessun posto è casa mia ‘                                                                                              Vorrei capire se il ‘Nessun’ fa parte del contratto Vincitore di X Factor o cosa.
    20. Francesco Gabbani. Esatto proprio lui. Quello che l’anno scorso ci invitava a dimenticare tutto con un Amen, così insistente che neanche Papa Francesco all’Angelus. Quest’anno slitta nella categoria Big, con quello che verrà presto ricordato come ‘Il brano di Gabbani’…. voglio dire chi riuscirà mai a memorizzare ‘Occidentali’s Karma’? Qualcuno gli ricorda che é il festival della canzone italiana?
    21. Bianca Atzei. Indovinate un po’? Quest’anno cambia e il brano lo scrive… Kekko dei Modà! Ah già, come tutto il resto della sua discografia (discografia?).
    22. Marco Masini. Marco caro però mi hai deluso… io confidavo in te, invece nulla. Neanche mezzo insulto nel titolo. Le tue sono le canzoni più dedicate in assoluto e tu ci vuoi destabilizzare in questo modo? Confido nel testo dai.

Coachella state of mind

É arrivato ragazzi. É arrivato quel periodo dell’anno in cui apri Twitter, vedi le foto del Coachella e ti prende a male. Apri Instagram, ne vedi altre e nel frattempo gli occhi diventano lucidi. Poi apri Facebook, vedi anche i video ed è la fine, piangi il Garda.

Il Coachella è il festival californiano più famoso al mondo, dove ogni anno, per tre giorni, da mezzogiorno a mezzanotte si alternano concerti a ruota, su sette palchi diversi.


Ad esibirsi ci sono sia gruppi e cantanti emergenti che le grandi personalità del panorama mondiale, quest’anno ad esempio ci sono “solo” Ellie Goulding, i Guns N’ Roses, Halsey, Zella Day, i Disclosure, Zedd, Sia, Calvin Harris e molti altri… delle personcine così insomma.

Anche tra i visitatori non ci sono solo persone comuni o appassionati di musica, ma anche moltissime star che aggiornano momento per momento sui social, divertendosi a farci pentire di vivere dall’altra parte del mondo.

Anche quest’anno troviamo la sobria Paris Hilton, che ha scelto un abito comodo, da tutti i giorni.

Sono presenti anche le sorelle Jenner, con Kylie che sfoggia il suo nuovo look (fa un pò Mermaid Melody eh, ma lei è sempre perfetta)

Secondo le ultime news, in giro dovrebbero esserci anche Nina Dobrev, Justin Bieber, Ed Westick e Vanessa Hudgens.

E quindi niente, anche quest’anno si va al Coachella l’anno prossimo.

Il nuovo lavoro di Niente: “Mete”

L’1 Febbraio scorso, il cantautore romagnolo Niente, nome d’arte di Mirko Paggetti, ci ha proposto il suo nuovo lavoro, Mete, un disco fortemente pop con influenze e richiami british anni ’80.

Un album, Mete, in cui si parla di obiettivi prefissati, di sogni ad occhi aperti , di fallimenti quotidiani, il tutto accompagnato da basi e musiche fresche ed efficaci, che riescono a colpire fin dal primo ascolto.

Da mettere in evidenza il testo di Il Dopo, non troppo articolato ma diretto e incisivo, l’instrumental iniziale di Spavento, le venature nostalgiche e malinconiche di Quando sarai Niente.

La traccia senza dubbio più interessante e credo più promettente è Profonda mente, che incuriosisce già dal gioco di parole nel titolo.

Un bel disco, da ascoltare dall’inizio alla fine senza esclusioni.

In una recente intervista Niente ha affermato “L’aspettativa più grande è che le canzoni siano apprezzate.” Se le canzoni sono all’altezza (come in questo caso), è un gioco da ragazzi.

Buon compleanno Radio Deejay!

La radio accompagna tutti i momenti della giornata: il buongiorno e il caffè, lo studio per i più giovani, il viaggio in auto.

Ovviamente poi alcune radio lo fanno meglio e altre meno. E Radio Deejay è la migliore.

Con oltre 20 programmi a settimana, 8 blog e una quotidiana presenza social, il gruppo di Radio Deejay è riuscita a fare dei suoi ascoltatori una famiglia, grazie anche a degli eventi spettacolari.

Lo scorso anno, hanno festeggiato il compleanno al Fabrique di Milano, mentre per il 2016 hanno deciso di sbarcare al Palalottomatica di Roma. Una festa incredibile, dove hanno preso parte da Laura Pausini (che ci ha offerto anche un tutorial per la coreografia di Simili) a J Ax, da Maître Gims a i Negramaro, da Max Pezzali a Fedez.

Ad aprire sono stati Marco Mengoni e Elisa con un tributo all’immenso David Bowie, per poi passare a degli spettacolari giochi di luci, grazie a dei braccialetti luminosi “telecomandati”, fino ad arrivare alle coreografie eseguite dai conduttori stessi, senza dimenticare ovviamente Fabio Volo che si esibisce sulle note di Frank Sinatra.

Inutile dire che stata una festa pazzesca, a dimostrare per l’ennesima volta che il duro lavoro, la costanza e la buona musica premiano sempre con l’entusiasmo degli ascoltatori

Alcune persone credono in Dio, io credo nella musica. Alcune persone pregano, io giro le manopole della radio.
One Nation. One Station. One Love.






Formule: il nuovo lavoro di Marazzita

Uscito il 10 Febbraio scorso, il disco d’esordio del cantautore calabrese Marazzita si sta lentamente facendo strada nel panorama delle nuove proposte italiane.

Formule, questo il titolo del lavoro, ha un che di vintage, di anni ’70, ma è allo stesso tempo molto originale e singolare. Le stesse canzoni hanno dei nomi particolari, abbastanza ricercati, che però non sempre riescono ad avere dei nessi con i significati dei testi.

Molto interessante il testo di Desktop, una critica sociale al web e al primato che ha ormai all’interno delle nostre vite.

Altri pezzi degni di nota sono sicuramente Tutto ci scorre addosso, Formule e Energia Cinetica.

Sicuramente la cosa più interessante di questo disco è il piacevole contrasto tra equazioni matematiche e parole scientifiche e le sonorità calde, leggere e soft.

 

Il Fai-Da-Te per eccellenza: la musica indie

Solitamente, parlando di musica indie si intende il neologismo inglese riferito ad un insieme di generi musicali caratterizzato da una certa indipendenza dalla musica pop, dal mainstream, ma anche dalle cosiddette etichette Major (Warner, Universal, Sony, EMI).
Mentre negli Stati Uniti e nel Regno Unito l’indie si è diffuso alla fine degli anni ’80, in Italia è giunto solo con l’avvento del nuovo millennio (l’importante è arrivare, giusto?)

Nonostante il leggero ritardo (cosa saranno mai 20 anni!), ad oggi direi che non possiamo proprio lamentarci degli esponenti di questo genere.

Iniziamo con una delle band più seguite, Il Teatro degli Orrori, che fin dal disco d’esordio, Dell’Impero delle tenebre (2007), ha raccolto un ampio e quasi unanime consenso di critica (e di pubblico). Troviamo poi i The Zen Circus, che dopo un inizio tutto inglese, hanno deciso di iniziare a scrivere i testi in italiano, raccogliendo decisamente più approvazioni.

Come non nominare poi il simbolo indiscusso del cantautorato indie moderno, Vasco Brondi de Le Luci della Centrale Elettrica, diventato ormai un punto di riferimento per molti artisti emergenti.

A Bologna troviamo invece il fenomeno del momento, la band de Lo Stato Sociale, capace di catturare l’attenzione dei più giovani grazie ai testi e alla loro geniale ironia.

Altro portavoce del genere, Mannarino,  che con il suo mix contaminato di musiche eclettiche e popolari è riuscito in poco tempo ad emergere anche al di fuori dell’ambito romano.

In ultimo, assolutamente non per importanza (anzi!), Levante, la nuova stella dell’indie-pop esplosa a Torino con il manifesto generazionale ‘Alfonso‘.                                                                  Nel 2013, ai microfoni di Tgcom24 affermava: ”L’unica certezza che porto con me è l’immortalità di una bella canzone che ha la forza di stravolgere qualsiasi tipo di regola e trova comunque la strada per arrivare al pubblico.” E direi senza alcun dubbio che lei e le sue canzoni abbiano trovato proprio una bella strada.

Senza fare nomi, vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno presentato e fatto conoscere questo genere musicale… Grazie di cuore.

It’s Christmas Time!

Nel 2009 i Train ci regalano il singolo Shake up Christmas, mentre nel 2012 i Coldplay donano all’intera umanità Christmas light. Lo scorso anno una bella doppietta: Lady Gaga e Tonny Bennet con la cover di Winter Wonderland e i Florence and the Machine, con quella di Last Christmas degli Wham.

In tutto questo ovviamente non dimentichiamo nè Mariah Carey con l’intramontabile All I want for Christmas, diventato ormai un must invernale, d’obbligo come il pandoro, nè Michael Bublè, puntuale ogni dicembre come un orologio svizzero.

Quest’anno la new entry del panorama natalizio è Kylie Minogue, con un cd, ‘Kylie Christmas’ che fa un pò recita delle elementari, ma per questo periodo direi che è l’ideale.

Questo Natale lasciate stare cappelli e profumi… REGALATE MUSICA, che non sbagliate mai.