Che fine ha fatto Sanremo?

L’idea era quella di commentare e pubblicare a caldo ma poi ci ho pensato bene e mi son detta ‘dai Sara, magari é tutto un gran bello scherzo che ci ha fatto zio Claudio’. Perché si sa, la speranza é l’ultima a morire, soprattutto in questi casi.
Ma procediamo con ordine.
Ieri a Sarà Sanremo 2017 si sono sfidate le Nuove Proposte per la sessantottesima edizione del Festival: qualcuno di interessante, ingiusta (sottolineo ingiusta) esclusione di Santiago, ma nulla di particolarmente rilevante.
Tutto bene insomma fino a quando hanno annunciato i Big.
Panico.
Altro che over ragazzi. Qua non é una competizione musicale, é una gara a chi ha vissuto più governi.
E con questo non intendo che dall’anno prossimo tutti teen idle (Riki dove sei???), però neanche l’età della briscola, eddai su.
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Partiamo dalla catastrofe.
A Sanremo 2016 li abbiamo visti tutti insieme appassionatamente a festeggiare i 50 anni di carriera, con tanto di pianti, gente che si chiedeva come continuare l’esistenza senza un live di ‘Dammi solo un minuto’, ringraziamenti vari.
E invece i Pooh ritornano, puntuali come il fisco.
La novità é però che ritornano divisi: il polinomio Pooh é stato scomposto nei fattori Red Canzian, e Roby Facchinetti/ Riccardo Fogli (esattamente, proprio lui, quello che aveva lasciato la band nel 1973 e si é rifatto vivo con qualche annetto di ritardo)
Come si dice dalle mie parti? ‘Na poracciata. 
 

Annalisa. Nali tesoro, basta. Sanremo non fa per te. Stai diventando più recidiva di Bernabei e Bianca Atzei messi insieme.

Lo Stato Sociale. Nel contesto Sanremo risultano un po’ come la prima fetta del pan bauletto…. fuori luogo ma ogni tanto utile. Credo però che si possa contare su di loro per il testo. Almeno spero.

Mario Biondi. Blondie che delusione…. e l’album di Natale?
Diodato e Roy Paci. RAGA MA CHI???
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Giovanni Caccamo. Ecco un altro che conosce più l’Ariston che casa sua. Ti prego Giovanni cambia strada.
                                                                                                                                                                            
I Kolors. Usciti da tre anni, latitanti da due. Hanno sempre cantato in inglese. Al Festival della canzone italiano. Mi sembra giusto.
                                                                                                                                                                          
Luca Barbarossa. Titolo della canzone “passame er sale”…. di getto esce un “Ma ci rendiamo conto”, ma ripensandoci credo che un ” ‘Tu sorella” sia più coerente.
Il trio delle meraviglie. Vanoni- Bungaro-Pacifico. Tralasciando il fatto che gli ultimi due non si sono mai sentiti neanche per sbaglio, io su Ornella punto tutto. Trash, sbronze, farfugliamenti incomprensibili. Tutto.
Renzo Rubino. Ma chi? (Questa edizione fioccano come se non ci fosse un domani)
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Nina Zilli. Una delle cantanti più sottovalutate del panorama italiano. Spacca tutto soré.
Noemi. Scusate ma io non riesco a pensare ad altro… ma il dread lo ha ancora?
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Enzo Avitabile e Peppe Servillo. I casi che mi fanno rimpiangere la Lodovica Comello dell’anno scorso.
Ermal Meta-Fabrizio Moro. Nuova (interessante) alleanza tra due dei fedeli servitori di regina Maria (De Filippi qualora ci fosse bisogno di specificarlo, ma non credo).
La storia si ripete. Solitamente i suoi pupilli ne escono vittoriosi, vedremo.
Decibel. Enrico Ruggeri ha preso e ha riunito i Decibel…. ma anonimia ne abbiamo?
Le Vibrazioni. Super ritorno. Ed é subito 2003, con i VIENI DA MEE urlati alla radio.
Sarcina mi raccomando, sobrio. Al massimo un cicchetto con la Vanoni.
Ron. Ma io non capisco, Rosalino Cellamare caro, come funziona? Paghi un anno e prendi due? Tutti con le doppiette?
                                                                                                                                                                           
Max Gazzè. Una delle poche perle di questa lista. Però presentarsi con una canzone dal titolo “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” non ti sembra un tantino azzardato?
Il passo dall’Ariston alla letteratura folkloristica é breve, vediamo di evitarlo.
Elio e le Storie Tese. Elio garanzia assoluta. Le assurdità e il trash di Sanremo 2013 sono scalfite nella memoria…. si replica?
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Musica e pubblicità: linee parallele o rette incidenti?

“I’m Rita Ora. This is Tezenis.” É dal 2015 che la nostra biondissima, bellissima, pop-star britannica ci invita a comprare intimo e bikini con questa frase. Sono quindi due anni che ci illude che con la sua collezione tutta pizzi e forme geometriche possiamo essere fighe come lei. Naturalmente, utopia.

Altro caso, certamente più discusso, è il nostro caro Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez.        Il rapper, giudice per il quarto anno a X Factor, ha prestato più volte la sua immagine come sponsor, partendo da una linea Sisley, passando per le Giravolte (lo spot più trash degli ultimi 10 anni), e arrivando in ultimo al brand internazionale Bershka.

Ma la domanda al centro di tutte le polemiche che ruotano irrimediabilmente intorno a questo argomento è una sola: quanto cantanti e cantautori si devono “rendere disponibili” al consumismo e al marketing odierno?

Ma anche la risposta è una sola. Siamo in un paese libero e democratico e ognuno prende la decisione che crede più consona…. tradotto in poche parole: fate come vi pare.

Però ora parliamoci chiaro… se dobbiamo fare le cose, le facciamo per bene: voglio che Malika Ayane pubblicizzi le gallette di riso per noi povere anime a dieta, o che Adam Levine faccia da sponsor a qualcosa tipo i ‘Maroon 5 Cereals’ , certamente un modo efficace per sostituire i corn flakes a pane e nutella.

Ma sicuramente il supertop lo si raggiungerebbe usando il volto di una delle nuove stelle del rap italiano: Sfera Ebbasta, perfetto per pubblicizzare le varie Bic o Staedtler.

Già mi immagino noi matricole in facoltà senza niente, né zaino né dispense varie:                         solo una penna a sfera… ebbasta.

Perché Sanremo è Sanremo…

Le festività natalizie sono ormai passate da un po’, quindi al ‘siamo tutti più buoni’ possiamo sostituire il ‘siamo tutti più sinceri’. Possiamo quindi commentare la carrozzata trash di Big (ma quali Big?) che la prossima settimana si esibiranno al carissimo Festival di Sanremo.

    1. Samuel. Alla prima letta, parte automatico il ‘Ma chi è?’, ma quando si scopre che è il cantante dei Subsonica scatta subito il respiro di sollievo, la minima consapevolezza che forse qualcosa di salvabile questo Sanremo lo abbia.
    2. Albano. Non so perchè ma a livello di trash è quello su cui punto più di tutti. Forse perchè spero nel ritorno di Romina nella serata duetti o perchè mi auguro un nuovo scandalo plagio, stile accusa a Michael Jackson con ‘I cigni di Balaka’.
    3. Elodie. É la tipa con i capelli da Winx uscita da Amici lo scorso maggio, quella con la voce simile a Emma, con il brano scritto da Emma e prodotto da Emma.
    4. Paola Turci. Il titolo della canzone è ‘Fatti bella per te’ e già mi piace un sacco. Dai Paola, non ci deludere.
    5. Michele Bravi. Rimasto freezato dai tempi della vittoria a X Factor, vediamo se questo Festival riuscirà a far scongelare un ragazzo che, a livello interpretativo, non è certamente da escludere.
    6. Giusy Ferreri. La nostra carissima Giusy è tornata dallo sfiancante viaggio Roma-Londra-Bangkok ed atterra all’Ariston con una canzone in grado di mettere in crisi le persone poco sveglie come me già dal titolo: ‘Fatalmente male’ ‘Fa talmente male’. A libera interpretazione.
    7. Fiorella Mannoia. L’unica vera gioia di questo Sanremo. Non ci deludere. Amen.
    8. Nesli & Alice Paba. Lui un poeta (giudizio palesemente di parte), lei dalla regia mi dicono abbia vinto The Voice, ma sinceramente mai sentita.
    9. Gigi D’Alessio. Io non commenterò troppo sinceramente perchè comunque dai, no. Però voglio dire questo… già lo schiaffate in prima serata a capodanno, ora anche a Sanremo? Ma non ci concedete neanche una pausa semestrale?
    10. Ron. Per la serie ‘Rispolveriamo l’antico’ ospite quest’anno Ron. Per il prossimo Festival si aprono le scommesse su Gino Paoli, Nada, Pino Donaggio e Umberto Balsamo.
    11. Fabrizio Moro. Caro Moro non importa che brano porti, come ti vestirai, se sarai intonato… se come cover porti De Gregori per me hai già fatto bingo.
    12. Giulia Luzi & Raige. Lei big di cosa che per noi è rimasta nei secoli dei secoli l’amica di Annuccia in Un Medico in Famiglia. Lui spero venga riconosciuto come bravo autore quale è (giudizio di parte pt.2).
    13. Michele Zarrillo. Le sue canzoni sanremesi sono sempre state abbastanza piacevoli, però credo proprio che il suo momento diventerà un’ottima pausa tweet.
    14. Alessio Bernabei. Lui ci prova ragazzi, me l’ha giurato, ci prova a stare lontano da Sanremo, ma proprio non ci riesce. E così puntuale come una cambiale, Bernabei si ripresenta per la terza volta consecutiva sul palco dell’Ariston. Ormai è di casa.
    15. Ermal Meta. Ermal caro, dopo che per anni hai distribuito in lungo e in largo brani neanche stessi facendo volantinaggio, forse era ora di iniziare a scrivere un po’ di più per te. Non ci deludere proprio ora.
    16. Lodovica Comello.
    17. Sergio Sylvestre. ‘Ma chi? 2.0′ Cerco un po’ su internet e leggo che è il vincitore della scorsa edizione di Amici. Bene. Ma neanche al Coca Cola Summer Festival si è esibito. Bene, ma non benissimo.
    18. Clementino. Anche su di lui il mio giudizio è estremamente di parte, il mio amore sconfinato dopo Pechino Express non mi fa essere lucida perciò, passo.
    19. Chiara Galiazzo.  Sanremo 2016- Francesca Michielin- ‘Nessun grado di separazione’   Sanremo 2017 – Chiara Galiazzo – ‘ Nessun posto è casa mia ‘                                                                                              Vorrei capire se il ‘Nessun’ fa parte del contratto Vincitore di X Factor o cosa.
    20. Francesco Gabbani. Esatto proprio lui. Quello che l’anno scorso ci invitava a dimenticare tutto con un Amen, così insistente che neanche Papa Francesco all’Angelus. Quest’anno slitta nella categoria Big, con quello che verrà presto ricordato come ‘Il brano di Gabbani’…. voglio dire chi riuscirà mai a memorizzare ‘Occidentali’s Karma’? Qualcuno gli ricorda che é il festival della canzone italiana?
    21. Bianca Atzei. Indovinate un po’? Quest’anno cambia e il brano lo scrive… Kekko dei Modà! Ah già, come tutto il resto della sua discografia (discografia?).
    22. Marco Masini. Marco caro però mi hai deluso… io confidavo in te, invece nulla. Neanche mezzo insulto nel titolo. Le tue sono le canzoni più dedicate in assoluto e tu ci vuoi destabilizzare in questo modo? Confido nel testo dai.

Coachella state of mind

É arrivato ragazzi. É arrivato quel periodo dell’anno in cui apri Twitter, vedi le foto del Coachella e ti prende a male. Apri Instagram, ne vedi altre e nel frattempo gli occhi diventano lucidi. Poi apri Facebook, vedi anche i video ed è la fine, piangi il Garda.

Il Coachella è il festival californiano più famoso al mondo, dove ogni anno, per tre giorni, da mezzogiorno a mezzanotte si alternano concerti a ruota, su sette palchi diversi.


Ad esibirsi ci sono sia gruppi e cantanti emergenti che le grandi personalità del panorama mondiale, quest’anno ad esempio ci sono “solo” Ellie Goulding, i Guns N’ Roses, Halsey, Zella Day, i Disclosure, Zedd, Sia, Calvin Harris e molti altri… delle personcine così insomma.

Anche tra i visitatori non ci sono solo persone comuni o appassionati di musica, ma anche moltissime star che aggiornano momento per momento sui social, divertendosi a farci pentire di vivere dall’altra parte del mondo.

Anche quest’anno troviamo la sobria Paris Hilton, che ha scelto un abito comodo, da tutti i giorni.

Sono presenti anche le sorelle Jenner, con Kylie che sfoggia il suo nuovo look (fa un pò Mermaid Melody eh, ma lei è sempre perfetta)

Secondo le ultime news, in giro dovrebbero esserci anche Nina Dobrev, Justin Bieber, Ed Westick e Vanessa Hudgens.

E quindi niente, anche quest’anno si va al Coachella l’anno prossimo.

Il nuovo lavoro di Niente: “Mete”

L’1 Febbraio scorso, il cantautore romagnolo Niente, nome d’arte di Mirko Paggetti, ci ha proposto il suo nuovo lavoro, Mete, un disco fortemente pop con influenze e richiami british anni ’80.

Un album, Mete, in cui si parla di obiettivi prefissati, di sogni ad occhi aperti , di fallimenti quotidiani, il tutto accompagnato da basi e musiche fresche ed efficaci, che riescono a colpire fin dal primo ascolto.

Da mettere in evidenza il testo di Il Dopo, non troppo articolato ma diretto e incisivo, l’instrumental iniziale di Spavento, le venature nostalgiche e malinconiche di Quando sarai Niente.

La traccia senza dubbio più interessante e credo più promettente è Profonda mente, che incuriosisce già dal gioco di parole nel titolo.

Un bel disco, da ascoltare dall’inizio alla fine senza esclusioni.

In una recente intervista Niente ha affermato “L’aspettativa più grande è che le canzoni siano apprezzate.” Se le canzoni sono all’altezza (come in questo caso), è un gioco da ragazzi.

Buon compleanno Radio Deejay!

La radio accompagna tutti i momenti della giornata: il buongiorno e il caffè, lo studio per i più giovani, il viaggio in auto.

Ovviamente poi alcune radio lo fanno meglio e altre meno. E Radio Deejay è la migliore.

Con oltre 20 programmi a settimana, 8 blog e una quotidiana presenza social, il gruppo di Radio Deejay è riuscita a fare dei suoi ascoltatori una famiglia, grazie anche a degli eventi spettacolari.

Lo scorso anno, hanno festeggiato il compleanno al Fabrique di Milano, mentre per il 2016 hanno deciso di sbarcare al Palalottomatica di Roma. Una festa incredibile, dove hanno preso parte da Laura Pausini (che ci ha offerto anche un tutorial per la coreografia di Simili) a J Ax, da Maître Gims a i Negramaro, da Max Pezzali a Fedez.

Ad aprire sono stati Marco Mengoni e Elisa con un tributo all’immenso David Bowie, per poi passare a degli spettacolari giochi di luci, grazie a dei braccialetti luminosi “telecomandati”, fino ad arrivare alle coreografie eseguite dai conduttori stessi, senza dimenticare ovviamente Fabio Volo che si esibisce sulle note di Frank Sinatra.

Inutile dire che stata una festa pazzesca, a dimostrare per l’ennesima volta che il duro lavoro, la costanza e la buona musica premiano sempre con l’entusiasmo degli ascoltatori

Alcune persone credono in Dio, io credo nella musica. Alcune persone pregano, io giro le manopole della radio.
One Nation. One Station. One Love.






Formule: il nuovo lavoro di Marazzita

Uscito il 10 Febbraio scorso, il disco d’esordio del cantautore calabrese Marazzita si sta lentamente facendo strada nel panorama delle nuove proposte italiane.

Formule, questo il titolo del lavoro, ha un che di vintage, di anni ’70, ma è allo stesso tempo molto originale e singolare. Le stesse canzoni hanno dei nomi particolari, abbastanza ricercati, che però non sempre riescono ad avere dei nessi con i significati dei testi.

Molto interessante il testo di Desktop, una critica sociale al web e al primato che ha ormai all’interno delle nostre vite.

Altri pezzi degni di nota sono sicuramente Tutto ci scorre addosso, Formule e Energia Cinetica.

Sicuramente la cosa più interessante di questo disco è il piacevole contrasto tra equazioni matematiche e parole scientifiche e le sonorità calde, leggere e soft.

 

Il Fai-Da-Te per eccellenza: la musica indie

Solitamente, parlando di musica indie si intende il neologismo inglese riferito ad un insieme di generi musicali caratterizzato da una certa indipendenza dalla musica pop, dal mainstream, ma anche dalle cosiddette etichette Major (Warner, Universal, Sony, EMI).
Mentre negli Stati Uniti e nel Regno Unito l’indie si è diffuso alla fine degli anni ’80, in Italia è giunto solo con l’avvento del nuovo millennio (l’importante è arrivare, giusto?)

Nonostante il leggero ritardo (cosa saranno mai 20 anni!), ad oggi direi che non possiamo proprio lamentarci degli esponenti di questo genere.

Iniziamo con una delle band più seguite, Il Teatro degli Orrori, che fin dal disco d’esordio, Dell’Impero delle tenebre (2007), ha raccolto un ampio e quasi unanime consenso di critica (e di pubblico). Troviamo poi i The Zen Circus, che dopo un inizio tutto inglese, hanno deciso di iniziare a scrivere i testi in italiano, raccogliendo decisamente più approvazioni.

Come non nominare poi il simbolo indiscusso del cantautorato indie moderno, Vasco Brondi de Le Luci della Centrale Elettrica, diventato ormai un punto di riferimento per molti artisti emergenti.

A Bologna troviamo invece il fenomeno del momento, la band de Lo Stato Sociale, capace di catturare l’attenzione dei più giovani grazie ai testi e alla loro geniale ironia.

Altro portavoce del genere, Mannarino,  che con il suo mix contaminato di musiche eclettiche e popolari è riuscito in poco tempo ad emergere anche al di fuori dell’ambito romano.

In ultimo, assolutamente non per importanza (anzi!), Levante, la nuova stella dell’indie-pop esplosa a Torino con il manifesto generazionale ‘Alfonso‘.                                                                  Nel 2013, ai microfoni di Tgcom24 affermava: ”L’unica certezza che porto con me è l’immortalità di una bella canzone che ha la forza di stravolgere qualsiasi tipo di regola e trova comunque la strada per arrivare al pubblico.” E direi senza alcun dubbio che lei e le sue canzoni abbiano trovato proprio una bella strada.

Senza fare nomi, vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno presentato e fatto conoscere questo genere musicale… Grazie di cuore.

It’s Christmas Time!

Nel 2009 i Train ci regalano il singolo Shake up Christmas, mentre nel 2012 i Coldplay donano all’intera umanità Christmas light. Lo scorso anno una bella doppietta: Lady Gaga e Tonny Bennet con la cover di Winter Wonderland e i Florence and the Machine, con quella di Last Christmas degli Wham.

In tutto questo ovviamente non dimentichiamo nè Mariah Carey con l’intramontabile All I want for Christmas, diventato ormai un must invernale, d’obbligo come il pandoro, nè Michael Bublè, puntuale ogni dicembre come un orologio svizzero.

Quest’anno la new entry del panorama natalizio è Kylie Minogue, con un cd, ‘Kylie Christmas’ che fa un pò recita delle elementari, ma per questo periodo direi che è l’ideale.

Questo Natale lasciate stare cappelli e profumi… REGALATE MUSICA, che non sbagliate mai.

Tiziano Ferro esiste per tutti…… per fortuna!

Mi aspettavo una fotocopia ridimensionata del concerto a San Siro.

Ma a livello di emozioni, di contatto con il pubblico, è stato molto, molto di più. Un miracolo di Milano 2.0.

Sarà stato il clima inevitabilmente teso, la voglia di essere più uniti che mai, l’ambiente più piccolo ed intimo,  i residui dell’adrenalina del tour estivo…  Tiziano Ferro è comunque riuscito a dare l’ennesima dimostrazione di essere un artista con la A maiuscola.

Lo spettacolo è stato quasi del tutto corrispondente a quello di quest’estate negli stadi, dove è stata proposta tutta la carrellata di singoli  che ci hanno emozionato e commosso in questi ultimi quindici anni.

Più di due ore di show, nelle quali Tiziano ha dato prova di essere anche un gran ballerino, con delle coreografie molto complesse e basate sulla coordinazione con il corpo di ballo: per i pezzi di legno negati a ballare come me, direi praticamente impossibili.

La cosa bella dei concerti di Tiziano è che passi da delle canzoni tipo Sere Nere o La Fine, durante le quali  i palazzetti diventano un occhio lucido unico, a Lo Stadio o Raffaella è mia, dove tutti, dal primo all’ultimo ballano tutti (anche gli over, posso assicurare), a Hai delle isole negli occhi con il suo stile soul.

L’European Tour è appena cominciato, quindi questo è solo l’inizio…… Dopodiché avviamo il nuovo countdown per il disco di inediti.

Nel frattempo… sabato replichiamo con l’ennesimo miracolo di Roma.