Archivio mensile:settembre 2015

Baby K: l’Anna Wintour che Non cambierà mai

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La Femmina Alfa è finalmente tornata.

Dopo 2 anni e mezzo fuori dalle scene, Baby K rientra nel panorama italiano come l’uragano Sandy, portandosi dietro ben 41 milioni di visualizzazioni Youtube e un bel triplo disco di platino. Ovviamente sto parlando del singolo ‘Roma-Bangkok’, realizzato in collaborazione con la collega e ormai amica Giusy Ferreri.

Ma oltrepassiamo il tormentone dell’estate 2015 (e non provate a negare di averlo canticchiato per giorni e giorni), passiamo a ciò che noi fan di vecchia data aspettavamo da tempo: il nuovo disco.

‘Kiss Kiss Bang Bang’, uscito l’11 settembre, ha due compiti ardui; essere all’altezza del successo di “Una Seria”, lavoro curato e prodotto non da uno a caso, ma da Tiziano Ferro (non so se mi spiego), e raccontarci qualche aspetto in più della vita della nostra amata rapper: già il gioco di opposti che troviamo nel titolo, il bacio e il colpo di pistola, rispecchia molto la sua personalità, il suo stile.

Come ha detto lei stessa, in questo album si è presa il lusso di sperimentare, in particolare con diversi stili di scrittura, basti pensare a ‘Venerdì‘, l’inno pop punk al giorno in cui stress, problemi e rotture settimanali vengono scaricate in una serata di risate e divertimento con gli amici.

Andiamo avanti con ‘Super mega iper’, che ammetto, mi ha conquistato con la frase “Ci buttiamo in qualche pub a fare karaoke, con un brano di Tiziano fino a diventare rocker!” Bang, colpita e affondata.

Il brano che a mio avviso si presenta come il più particolare, che si distingue maggiormente, è sicuramente ‘Fakeness‘. Questa collaborazione con Madh, l’artista sardo classificatosi secondo all’ultima edizione di X Factor, ha dato origine ad un brano dall’aria internazionale, un qualcosa che in Italia non abbiamo mai sentito (purtroppo).

In ultimo parliamo di ‘Anna Wintour’, la vera e propria anteprima di questo disco, e se devo dirla tutta, il brano che preferisco. Claudia a proposito di questo brano ha detto: “È il messaggio che se ti impegni puoi arrivare dove vuoi anche se sei una donna in un mondo di uomini. Anna Wintour ne è l’esempio più attuale e riuscito.” Io posso solo aggiungere: parole sante.

Perle di Settembre

Buongiorno! Oggi vorrei pubblicare una piccola lista di canzoni che s’ispirano al mese di settembre.

Un aforisma trovato su twitter cita:

Di giorno fa caldo, la sera fa freddo, la nostalgia del mare, la paura dell’incertezza del nuovo inizio. Settembre è un adolescente perfetto

— Strega Comanda Color (@silviagarbe) 4 Settembre 2014

Quanta verità ragazzi. Ma passiamo alle canzoni.

  1. Wake me up when September ends. Classico dei Green Day, anno 2004, significato molto particolare: il brano è stato scritto da Billie Joe per il padre, che morì nel settembre 1982 a causa di un cancro. Ai funerali Billie Joe, che aveva solo 10 anni, scoppiò a piangere, scappò a casa e si chiuse nella sua camera. La madre, quando tornò dalla celebrazione, bussò alla porta e chiese al figlio di aprire, ma lui rispose: “Wake me up when september ends.”.

 

  1. Lunario di settembre. La voce e la musica sono di Ivano Fossati, ma il testo è tratto da una poesia di Anna Lamberti Bocconi (‘Alla Luna’), dove si analizza una sentenza di condanna datata 1647, periodo in cui tutti, dal dottore al servo della gleba, dal mercante al mendicante, credevano nell’esistenza della stregoneria.

 

  1. 29 settembre. Scritta da Mogol e Lucio Battisti, la canzone è incisa inizialmente in chiave rock dagli Equipe 84 (che la pubblicarono anche in inglese, 29th September), e successivamente da Battisti stesso.

 

  1. Impressioni di settembre Altro brano di Mogol, cantato dalla PFM (Premiata Forneria Marconi, presto scriverò un post sul perchè hanno scelto questo nome, promesso). Curiosando su internet ho scoperto che questo è il primo brano italiano in cui viene utilizzato il moog, strumento simbolo del rock progressivo di quegli anni. Pare che ai quei tempi nemmeno i PFM potesse permetterselo, così dovettero chiedere in prestito l’unico esemplare in possesso dell’importatore italiano.

Acqua azzurra, acqua chiara: la devozione dell’ultima ora

“Non conosciamo mai il valore dell’acqua finché il pozzo è asciutto”

É con questo aforisma di Thomas Fuller che voglio introdurre l’argomento di oggi, un pò parallelo alla musica, ma che gli habitué dei concerti, soprattutto negli stadi, sicuramente riscontreranno nella loro esperienza: la sete ad un’ora dal concerto.

La situazione è questa, ti trovi in piedi, sudato come dopo la maratona di Berlino, già stanco ma elettrizzato per quel live che aspetti da mesi. Ad un certo punto però arriva un momento che davvero detesti con tutto il cuore… la gola diventa secca e di saliva non c’è più alcuna traccia: hai assolutamente bisogno di una bottiglietta d’acqua. Così inizi a guardarti intorno, in cerca del tuo salvatore, l’omino che vende l’acqua… ma ovviamente di lui non c’è ombra. Prosegui ad osservare dettagliatamente ogni centimetro quadrato del parterre o del prato, quando ad un certo punto lo scovi, lo vedi, circondato da un numero infinito di persone nella tua stessa condizione, e ovviamente dalla parte opposta del palco, a significare che ci metterà così tanto ad arrivare nelle tue vicinanze che fai prima a raggiungere i monti del Matese e prenderla direttamente alla fonte questa benedetta acqua.

Poi per miracolo, non sai come, ne vedi un altro, più vicino, e quindi inizi a sbracciarti, a cercare di catturare la sua attenzione, al che i tuoi amici fanno finta di non conoscerti e le persone che ti sono affianco ti guardano come se fossi un alieno, ma a te non importa perché hai bisogno del tuo oro blu. Quando il tuo arcangelo ti nota e arriva, tu hai gli occhi lucidi e ti senti miracolato, paghi tralasciando il fatto che ti abbiano chiesto una tombola per una bottiglietta e inizi a rifocillarti come dopo una gita nel deserto di Accona.

Ah, la meraviglia delle avventure ai concerti.