Archivi autore: Sara Ranucci

Il nuovo SUPER SUPER disco dei Terzo Piano

Sono 4 giovani musicisti. No, non sono i Ricchi e Poveri. Un altro indizio? Sono tutti ragazzi…. Nah, non sono neanche Bluevertigo.                                                                                                     Sono molto, molto più fighi.  State pensando ai Pooh?  Sbagliato.

La band si chiama ‘Terzo Piano’, viene da Cava dei Tirreni ed è formato da Francesco Mattia Pisapia (voce e chitarra), Rocco Izzo (chitarra e cori),  Alfonso Senatore  (batteria e cori), e Christian Bisogno (tastiere).

La band ovviamente non è uscita così dall’ovetto Kinder, e non suona da ieri. Ha già prodotto autonomamente un Ep nel 2012, intitolato “Treppi Eppi”, recensito positivamente da numerose testate online.

Oggi però, i Terzo Piano rientrano in scena con un bel fuoco d’artificio, un lavoro nuovo, un album più pensato e maturo.

Il singolo che ha anticipato l’uscita del disco si chiama “Attratti Super“, è un brano sul lento andante che ci propone un interessante confronto e contrasto tra due cosette semplici e banali: sentimento e ragione.

Voglio parlare subito del mio pezzo preferito: ‘Jungle‘. Apparte il fatto che per quanto mi riguarda si aggiudica il primato ‘Base più cool- Ottobre 2015’, è qualcosa di davvero nuovo, fresco.  Mai sentito nel panorama italiano. Uno stile finalmente diverso dalla solita solfa che ultimamente ci appioppano.

Il brano “O” è una conferma. Una conferma di come i ragazzi siano riusciti a lavorare consapevolmente sulle atmosfere alternative, proponendo un sound e uno stile più ricercato. Qui secondo me i principali meriti sono della sezione ritmica, nonostante il buon effetto della voce.

Altri pezzi che meritano un posto nelle librerie musicali sono H (Pt.2), Loop e Super-8.

Riassumendo, questi giovani ragazzi sono moderni, originali suonano in maniera matura e meritano pubblico e visibilità. Sono adatti ad un pubblico piuttosto ampio, che raccoglie consensi nella larga zona d’ombra (dimenticata ormai da un bel pò) tra pop chitarristico e alternative-rock.

Voilà la copertina del disco!

Voilà la copertina del disco!

Quando il nosense si impadronisce delle strofe…

Parliamo di nonsense, di assurdità, parole senza molto significato che i cantanti amano inserire all’interno dei loro pezzi come fossero gocce di cioccolato. A volte penso che le incastrino proprio a forza, le buttino lì perché non sanno dove metterle. Ogni tanto invece mi sorge il dubbio che le pensino proprio per far parlare le persone pettegole come me. In questo caso penso sia giusto accontentarli.
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“Io mi ricordo 4 ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla.” – Antonello Venditti                          

Allora Antonello, io so perfettamente che un liceale esausto è capace di fare innumerevoli pazzie, ma per portarti su una spalla un pianoforte o sei un campione di sollevamento pesi e hai due spalle larghe come la Valle d’Aosta oppure hai un plastico di Bruno Vespa che ti metti di fianco come il pappagallo del pirata Silver, e vai in giro con un mini pianoforte da compagnia.

“C’era una volta, o forse erano due, c’era una mucca, un asinello e un bue” -Alex Britti        

Insomma, Alex ci vuole spiegare che una volta (o forse due?) c’era il presepe. Mi sa che qualcuno dovrebbe informarlo del fatto che ancora oggi lo si usa fare: è tradizione, come il rituale tuffo di Capodanno nelle  cristalline acque del Tevere.

“E svegliarsi la mattina, tutturuturututtu, con la voglia di parlare…”    

La domanda sorge spontanea: chi è che si sveglia con la voglia di parlare? Se poi mi svegli cantando ‘tutturuturututtu’, stai sicuro che per me sparisci dalla circolazione, come la lira.            Voto: Zero Assoluto.   

Masticando una gomma al gusto di dopobarba, che non finisce mai, tra mezzanotte e l’alba” -Jovanotti        

Caro Jova, ti giuro che non qui non ti ho proprio capito. Una gomma al gusto di dopobarba? Ma cos’è, la novità 2015 della Mentadent? Poi dovresti anche spiegarmi il perché un artista realizzato e conosciuto come te dovrebbe passare le notti a masticare una gomma che come un rotolone Regina, non finisce mai.

“Le domeniche d’agosto quanta neve che cadrà”- Gigi D’Alessio 

Meraviglia. Ormai è diventato il tormentone che ogni anno invade i social network al primo temporale estivo. Gigi ma poi perché proprio di domenica che magari uno vuole andare al mare? Fai nevicare di lunedì, almeno possiamo rimanere a casa, come i parrucchieri.

Baby K: l’Anna Wintour che Non cambierà mai

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La Femmina Alfa è finalmente tornata.

Dopo 2 anni e mezzo fuori dalle scene, Baby K rientra nel panorama italiano come l’uragano Sandy, portandosi dietro ben 41 milioni di visualizzazioni Youtube e un bel triplo disco di platino. Ovviamente sto parlando del singolo ‘Roma-Bangkok’, realizzato in collaborazione con la collega e ormai amica Giusy Ferreri.

Ma oltrepassiamo il tormentone dell’estate 2015 (e non provate a negare di averlo canticchiato per giorni e giorni), passiamo a ciò che noi fan di vecchia data aspettavamo da tempo: il nuovo disco.

‘Kiss Kiss Bang Bang’, uscito l’11 settembre, ha due compiti ardui; essere all’altezza del successo di “Una Seria”, lavoro curato e prodotto non da uno a caso, ma da Tiziano Ferro (non so se mi spiego), e raccontarci qualche aspetto in più della vita della nostra amata rapper: già il gioco di opposti che troviamo nel titolo, il bacio e il colpo di pistola, rispecchia molto la sua personalità, il suo stile.

Come ha detto lei stessa, in questo album si è presa il lusso di sperimentare, in particolare con diversi stili di scrittura, basti pensare a ‘Venerdì‘, l’inno pop punk al giorno in cui stress, problemi e rotture settimanali vengono scaricate in una serata di risate e divertimento con gli amici.

Andiamo avanti con ‘Super mega iper’, che ammetto, mi ha conquistato con la frase “Ci buttiamo in qualche pub a fare karaoke, con un brano di Tiziano fino a diventare rocker!” Bang, colpita e affondata.

Il brano che a mio avviso si presenta come il più particolare, che si distingue maggiormente, è sicuramente ‘Fakeness‘. Questa collaborazione con Madh, l’artista sardo classificatosi secondo all’ultima edizione di X Factor, ha dato origine ad un brano dall’aria internazionale, un qualcosa che in Italia non abbiamo mai sentito (purtroppo).

In ultimo parliamo di ‘Anna Wintour’, la vera e propria anteprima di questo disco, e se devo dirla tutta, il brano che preferisco. Claudia a proposito di questo brano ha detto: “È il messaggio che se ti impegni puoi arrivare dove vuoi anche se sei una donna in un mondo di uomini. Anna Wintour ne è l’esempio più attuale e riuscito.” Io posso solo aggiungere: parole sante.

Perle di Settembre

Buongiorno! Oggi vorrei pubblicare una piccola lista di canzoni che s’ispirano al mese di settembre.

Un aforisma trovato su twitter cita:

Di giorno fa caldo, la sera fa freddo, la nostalgia del mare, la paura dell’incertezza del nuovo inizio. Settembre è un adolescente perfetto

— Strega Comanda Color (@silviagarbe) 4 Settembre 2014

Quanta verità ragazzi. Ma passiamo alle canzoni.

  1. Wake me up when September ends. Classico dei Green Day, anno 2004, significato molto particolare: il brano è stato scritto da Billie Joe per il padre, che morì nel settembre 1982 a causa di un cancro. Ai funerali Billie Joe, che aveva solo 10 anni, scoppiò a piangere, scappò a casa e si chiuse nella sua camera. La madre, quando tornò dalla celebrazione, bussò alla porta e chiese al figlio di aprire, ma lui rispose: “Wake me up when september ends.”.

 

  1. Lunario di settembre. La voce e la musica sono di Ivano Fossati, ma il testo è tratto da una poesia di Anna Lamberti Bocconi (‘Alla Luna’), dove si analizza una sentenza di condanna datata 1647, periodo in cui tutti, dal dottore al servo della gleba, dal mercante al mendicante, credevano nell’esistenza della stregoneria.

 

  1. 29 settembre. Scritta da Mogol e Lucio Battisti, la canzone è incisa inizialmente in chiave rock dagli Equipe 84 (che la pubblicarono anche in inglese, 29th September), e successivamente da Battisti stesso.

 

  1. Impressioni di settembre Altro brano di Mogol, cantato dalla PFM (Premiata Forneria Marconi, presto scriverò un post sul perchè hanno scelto questo nome, promesso). Curiosando su internet ho scoperto che questo è il primo brano italiano in cui viene utilizzato il moog, strumento simbolo del rock progressivo di quegli anni. Pare che ai quei tempi nemmeno i PFM potesse permetterselo, così dovettero chiedere in prestito l’unico esemplare in possesso dell’importatore italiano.

Acqua azzurra, acqua chiara: la devozione dell’ultima ora

“Non conosciamo mai il valore dell’acqua finché il pozzo è asciutto”

É con questo aforisma di Thomas Fuller che voglio introdurre l’argomento di oggi, un pò parallelo alla musica, ma che gli habitué dei concerti, soprattutto negli stadi, sicuramente riscontreranno nella loro esperienza: la sete ad un’ora dal concerto.

La situazione è questa, ti trovi in piedi, sudato come dopo la maratona di Berlino, già stanco ma elettrizzato per quel live che aspetti da mesi. Ad un certo punto però arriva un momento che davvero detesti con tutto il cuore… la gola diventa secca e di saliva non c’è più alcuna traccia: hai assolutamente bisogno di una bottiglietta d’acqua. Così inizi a guardarti intorno, in cerca del tuo salvatore, l’omino che vende l’acqua… ma ovviamente di lui non c’è ombra. Prosegui ad osservare dettagliatamente ogni centimetro quadrato del parterre o del prato, quando ad un certo punto lo scovi, lo vedi, circondato da un numero infinito di persone nella tua stessa condizione, e ovviamente dalla parte opposta del palco, a significare che ci metterà così tanto ad arrivare nelle tue vicinanze che fai prima a raggiungere i monti del Matese e prenderla direttamente alla fonte questa benedetta acqua.

Poi per miracolo, non sai come, ne vedi un altro, più vicino, e quindi inizi a sbracciarti, a cercare di catturare la sua attenzione, al che i tuoi amici fanno finta di non conoscerti e le persone che ti sono affianco ti guardano come se fossi un alieno, ma a te non importa perché hai bisogno del tuo oro blu. Quando il tuo arcangelo ti nota e arriva, tu hai gli occhi lucidi e ti senti miracolato, paghi tralasciando il fatto che ti abbiano chiesto una tombola per una bottiglietta e inizi a rifocillarti come dopo una gita nel deserto di Accona.

Ah, la meraviglia delle avventure ai concerti.

‘Attenta’, il nuovo singolo dei Negramaro: quando la canzone diventa messaggio

Come al solito, i Negramaro non ne sbagliano una.

Il nuovo singolo, ‘Attenta’, in rotazione radiofonica da venerdì 7 agosto, anticipa il nuovo album in uscita il 25 settembre con il nome “La rivoluzione sta arrivando”.  La canzone, un esperimento che si distacca da tutto ciò che abbiamo già sentito della band capitanata da Giuliano Sangiorgi, descrive un bacio, raccontato attraverso il codice di un thriller.

Il brano ha riscosso molti commenti positivi, soprattutto dopo alcune dichiarazioni riguardo al testo da parte del cantante salentino:

‘Nella prima stesura di questa canzone, ho cantato con tutto l’amore che potevo: «Ti uccido in questa stanza». Sì l’ho fatto, ed è stato bellissimo sentirsi libero di affidarsi alla poesia, alla parola, alla metafora e alle analogie con un contesto che è tutt’altro che bellissimo — come la scena di un crimine — per cantare di un amore esploso sulle labbra di una donna che avrei «ucciso» metaforicamente, che avrei amato da lì in poi con tutte le mie forze. Mi sono accorto subito dopo però, che quello che in altri tempi sarebbe «suonato» come una semplice canzone d’amore assoluto, sotto il peso dell’attualità assumeva sembianze del tutto diverse.

«Ti uccido in questa stanza e un bacio non conosce l’innocenza»: un’immagine simbolica, nella mia testa, assolutamente poetica e metaforica, ha iniziato a prendere il contorno di un atto vero, di una delle tantissime brutte notizie a cui ci siamo abituati in questi ultimi tempi.

Mi sono chiesto se fosse stato giusto continuare a tenere una frase simile, oggi che questa scena è diventata più reale che mai e per nulla metaforica. Mi sono interrogato su come sarebbe stata recepita in una canzone, su quanto sarebbe stato più importante e prioritario il rispetto per le donne. Più importante dello stesso istinto artistico. Alla donna che tanto ho amato in questa come in tutte le canzoni che ho cantato e scritto dovevo rispetto.

Mi sono accorto che mai avrei immaginato di trovarmi di fronte a un interrogativo così importante, sempre continuando a pensare: «è solo una canzone… parlo di un bacio!… Canto della potenza di un bacio?!… Racconto di Lui, di Amore che passa dalla scena del suo crimine e lascia il segno per sempre… e non davvero la morte… per una donna, poi?!»

Ho avuto il dubbio e intanto alla tv: «Un’altra donna uccisa a coltellate!».

E ho cambiato, e ho cantato: «Mi uccidi».

Non me la sono proprio sentita di ucciderla, neanche di baci. Affinché l’uomo di questo. tempo, non uccida mai più la donna e la poesia, che è sempre donna… pure quella!!!’

Trovo che questo sia un gesto di estrema sensibilità, di come una canzone, complicata ma diretta, possa lanciare un importante messaggio, attuale più che mai.

Di seguito vi posto il video del singolo ‘Attenta’

 

Gli intramontabili successi del passato

Lo scorso sabato sera sono andata a fare un giro (lo ammetto, alla ricerca di un soffio di brezza estiva) nel meraviglioso borgo arroccato di Nemi, con vista mozzafiato sul lago.

Ad aggiungersi a questa fantastica prospettiva… Sorpresa! Serata cover, i più grandi successi di De Gregori, De André, Vasco Rossi e il mio amato Battisti. Inutile dire che tutti, dai bambini ai nonni canticchiavano i motivi che hanno segnato il nostro panorama musicale. Perchè non c’è niente da fare: i grandi successi rimangono, li continueremo, anche involontariamente, a cantare… Chi è che non sa il ritornello di ‘Con il nastro rosa’? O quello di ‘Generale’? Chi è che durante le feste non ha mai cantato ‘Albachiara’ a squarciagola?

Al che parte un’inevitabile riflessione, quali e quanti dei cantautori in voga oggi saranno venerati in questo modo tra sessanta, settant’anni?

Ciao mondo!

Questo è il mio primo post, e lo voglio utilizzare per una cosa a cui tengo molto, ringraziare.

Innanzitutto voglio ringraziare Filippo, per la possibilità e in particolare per la fiducia che ha fin da subito riposto nel mio entusiasmo.

Voglio ringraziare quelle persone (poche ma buone) che hanno sempre creduto in me e mi hanno sostenuto.

Un grazie speciale va a chi invece ha dubitato di me e dei miei progetti, perché so che sarete i lettori più fedeli.

Un grazie sentito e anticipato va a chi da ora in poi leggerà i miei pensieri e le mie riflessioni, accompagnandomi in questa meravigliosa avventura.