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Il Fai-Da-Te per eccellenza: la musica indie

Solitamente, parlando di musica indie si intende il neologismo inglese riferito ad un insieme di generi musicali caratterizzato da una certa indipendenza dalla musica pop, dal mainstream, ma anche dalle cosiddette etichette Major (Warner, Universal, Sony, EMI).
Mentre negli Stati Uniti e nel Regno Unito l’indie si è diffuso alla fine degli anni ’80, in Italia è giunto solo con l’avvento del nuovo millennio (l’importante è arrivare, giusto?)

Nonostante il leggero ritardo (cosa saranno mai 20 anni!), ad oggi direi che non possiamo proprio lamentarci degli esponenti di questo genere.

Iniziamo con una delle band più seguite, Il Teatro degli Orrori, che fin dal disco d’esordio, Dell’Impero delle tenebre (2007), ha raccolto un ampio e quasi unanime consenso di critica (e di pubblico). Troviamo poi i The Zen Circus, che dopo un inizio tutto inglese, hanno deciso di iniziare a scrivere i testi in italiano, raccogliendo decisamente più approvazioni.

Come non nominare poi il simbolo indiscusso del cantautorato indie moderno, Vasco Brondi de Le Luci della Centrale Elettrica, diventato ormai un punto di riferimento per molti artisti emergenti.

A Bologna troviamo invece il fenomeno del momento, la band de Lo Stato Sociale, capace di catturare l’attenzione dei più giovani grazie ai testi e alla loro geniale ironia.

Altro portavoce del genere, Mannarino,  che con il suo mix contaminato di musiche eclettiche e popolari è riuscito in poco tempo ad emergere anche al di fuori dell’ambito romano.

In ultimo, assolutamente non per importanza (anzi!), Levante, la nuova stella dell’indie-pop esplosa a Torino con il manifesto generazionale ‘Alfonso‘.                                                                  Nel 2013, ai microfoni di Tgcom24 affermava: ”L’unica certezza che porto con me è l’immortalità di una bella canzone che ha la forza di stravolgere qualsiasi tipo di regola e trova comunque la strada per arrivare al pubblico.” E direi senza alcun dubbio che lei e le sue canzoni abbiano trovato proprio una bella strada.

Senza fare nomi, vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno presentato e fatto conoscere questo genere musicale… Grazie di cuore.

Tiziano Ferro esiste per tutti…… per fortuna!

Mi aspettavo una fotocopia ridimensionata del concerto a San Siro.

Ma a livello di emozioni, di contatto con il pubblico, è stato molto, molto di più. Un miracolo di Milano 2.0.

Sarà stato il clima inevitabilmente teso, la voglia di essere più uniti che mai, l’ambiente più piccolo ed intimo,  i residui dell’adrenalina del tour estivo…  Tiziano Ferro è comunque riuscito a dare l’ennesima dimostrazione di essere un artista con la A maiuscola.

Lo spettacolo è stato quasi del tutto corrispondente a quello di quest’estate negli stadi, dove è stata proposta tutta la carrellata di singoli  che ci hanno emozionato e commosso in questi ultimi quindici anni.

Più di due ore di show, nelle quali Tiziano ha dato prova di essere anche un gran ballerino, con delle coreografie molto complesse e basate sulla coordinazione con il corpo di ballo: per i pezzi di legno negati a ballare come me, direi praticamente impossibili.

La cosa bella dei concerti di Tiziano è che passi da delle canzoni tipo Sere Nere o La Fine, durante le quali  i palazzetti diventano un occhio lucido unico, a Lo Stadio o Raffaella è mia, dove tutti, dal primo all’ultimo ballano tutti (anche gli over, posso assicurare), a Hai delle isole negli occhi con il suo stile soul.

L’European Tour è appena cominciato, quindi questo è solo l’inizio…… Dopodiché avviamo il nuovo countdown per il disco di inediti.

Nel frattempo… sabato replichiamo con l’ennesimo miracolo di Roma.

Baby K: l’Anna Wintour che Non cambierà mai

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La Femmina Alfa è finalmente tornata.

Dopo 2 anni e mezzo fuori dalle scene, Baby K rientra nel panorama italiano come l’uragano Sandy, portandosi dietro ben 41 milioni di visualizzazioni Youtube e un bel triplo disco di platino. Ovviamente sto parlando del singolo ‘Roma-Bangkok’, realizzato in collaborazione con la collega e ormai amica Giusy Ferreri.

Ma oltrepassiamo il tormentone dell’estate 2015 (e non provate a negare di averlo canticchiato per giorni e giorni), passiamo a ciò che noi fan di vecchia data aspettavamo da tempo: il nuovo disco.

‘Kiss Kiss Bang Bang’, uscito l’11 settembre, ha due compiti ardui; essere all’altezza del successo di “Una Seria”, lavoro curato e prodotto non da uno a caso, ma da Tiziano Ferro (non so se mi spiego), e raccontarci qualche aspetto in più della vita della nostra amata rapper: già il gioco di opposti che troviamo nel titolo, il bacio e il colpo di pistola, rispecchia molto la sua personalità, il suo stile.

Come ha detto lei stessa, in questo album si è presa il lusso di sperimentare, in particolare con diversi stili di scrittura, basti pensare a ‘Venerdì‘, l’inno pop punk al giorno in cui stress, problemi e rotture settimanali vengono scaricate in una serata di risate e divertimento con gli amici.

Andiamo avanti con ‘Super mega iper’, che ammetto, mi ha conquistato con la frase “Ci buttiamo in qualche pub a fare karaoke, con un brano di Tiziano fino a diventare rocker!” Bang, colpita e affondata.

Il brano che a mio avviso si presenta come il più particolare, che si distingue maggiormente, è sicuramente ‘Fakeness‘. Questa collaborazione con Madh, l’artista sardo classificatosi secondo all’ultima edizione di X Factor, ha dato origine ad un brano dall’aria internazionale, un qualcosa che in Italia non abbiamo mai sentito (purtroppo).

In ultimo parliamo di ‘Anna Wintour’, la vera e propria anteprima di questo disco, e se devo dirla tutta, il brano che preferisco. Claudia a proposito di questo brano ha detto: “È il messaggio che se ti impegni puoi arrivare dove vuoi anche se sei una donna in un mondo di uomini. Anna Wintour ne è l’esempio più attuale e riuscito.” Io posso solo aggiungere: parole sante.

‘Attenta’, il nuovo singolo dei Negramaro: quando la canzone diventa messaggio

Come al solito, i Negramaro non ne sbagliano una.

Il nuovo singolo, ‘Attenta’, in rotazione radiofonica da venerdì 7 agosto, anticipa il nuovo album in uscita il 25 settembre con il nome “La rivoluzione sta arrivando”.  La canzone, un esperimento che si distacca da tutto ciò che abbiamo già sentito della band capitanata da Giuliano Sangiorgi, descrive un bacio, raccontato attraverso il codice di un thriller.

Il brano ha riscosso molti commenti positivi, soprattutto dopo alcune dichiarazioni riguardo al testo da parte del cantante salentino:

‘Nella prima stesura di questa canzone, ho cantato con tutto l’amore che potevo: «Ti uccido in questa stanza». Sì l’ho fatto, ed è stato bellissimo sentirsi libero di affidarsi alla poesia, alla parola, alla metafora e alle analogie con un contesto che è tutt’altro che bellissimo — come la scena di un crimine — per cantare di un amore esploso sulle labbra di una donna che avrei «ucciso» metaforicamente, che avrei amato da lì in poi con tutte le mie forze. Mi sono accorto subito dopo però, che quello che in altri tempi sarebbe «suonato» come una semplice canzone d’amore assoluto, sotto il peso dell’attualità assumeva sembianze del tutto diverse.

«Ti uccido in questa stanza e un bacio non conosce l’innocenza»: un’immagine simbolica, nella mia testa, assolutamente poetica e metaforica, ha iniziato a prendere il contorno di un atto vero, di una delle tantissime brutte notizie a cui ci siamo abituati in questi ultimi tempi.

Mi sono chiesto se fosse stato giusto continuare a tenere una frase simile, oggi che questa scena è diventata più reale che mai e per nulla metaforica. Mi sono interrogato su come sarebbe stata recepita in una canzone, su quanto sarebbe stato più importante e prioritario il rispetto per le donne. Più importante dello stesso istinto artistico. Alla donna che tanto ho amato in questa come in tutte le canzoni che ho cantato e scritto dovevo rispetto.

Mi sono accorto che mai avrei immaginato di trovarmi di fronte a un interrogativo così importante, sempre continuando a pensare: «è solo una canzone… parlo di un bacio!… Canto della potenza di un bacio?!… Racconto di Lui, di Amore che passa dalla scena del suo crimine e lascia il segno per sempre… e non davvero la morte… per una donna, poi?!»

Ho avuto il dubbio e intanto alla tv: «Un’altra donna uccisa a coltellate!».

E ho cambiato, e ho cantato: «Mi uccidi».

Non me la sono proprio sentita di ucciderla, neanche di baci. Affinché l’uomo di questo. tempo, non uccida mai più la donna e la poesia, che è sempre donna… pure quella!!!’

Trovo che questo sia un gesto di estrema sensibilità, di come una canzone, complicata ma diretta, possa lanciare un importante messaggio, attuale più che mai.

Di seguito vi posto il video del singolo ‘Attenta’