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Musica e pubblicità: linee parallele o rette incidenti?

“I’m Rita Ora. This is Tezenis.” É dal 2015 che la nostra biondissima, bellissima, pop-star britannica ci invita a comprare intimo e bikini con questa frase. Sono quindi due anni che ci illude che con la sua collezione tutta pizzi e forme geometriche possiamo essere fighe come lei. Naturalmente, utopia.

Altro caso, certamente più discusso, è il nostro caro Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez.        Il rapper, giudice per il quarto anno a X Factor, ha prestato più volte la sua immagine come sponsor, partendo da una linea Sisley, passando per le Giravolte (lo spot più trash degli ultimi 10 anni), e arrivando in ultimo al brand internazionale Bershka.

Ma la domanda al centro di tutte le polemiche che ruotano irrimediabilmente intorno a questo argomento è una sola: quanto cantanti e cantautori si devono “rendere disponibili” al consumismo e al marketing odierno?

Ma anche la risposta è una sola. Siamo in un paese libero e democratico e ognuno prende la decisione che crede più consona…. tradotto in poche parole: fate come vi pare.

Però ora parliamoci chiaro… se dobbiamo fare le cose, le facciamo per bene: voglio che Malika Ayane pubblicizzi le gallette di riso per noi povere anime a dieta, o che Adam Levine faccia da sponsor a qualcosa tipo i ‘Maroon 5 Cereals’ , certamente un modo efficace per sostituire i corn flakes a pane e nutella.

Ma sicuramente il supertop lo si raggiungerebbe usando il volto di una delle nuove stelle del rap italiano: Sfera Ebbasta, perfetto per pubblicizzare le varie Bic o Staedtler.

Già mi immagino noi matricole in facoltà senza niente, né zaino né dispense varie:                         solo una penna a sfera… ebbasta.

It’s Christmas Time!

Nel 2009 i Train ci regalano il singolo Shake up Christmas, mentre nel 2012 i Coldplay donano all’intera umanità Christmas light. Lo scorso anno una bella doppietta: Lady Gaga e Tonny Bennet con la cover di Winter Wonderland e i Florence and the Machine, con quella di Last Christmas degli Wham.

In tutto questo ovviamente non dimentichiamo nè Mariah Carey con l’intramontabile All I want for Christmas, diventato ormai un must invernale, d’obbligo come il pandoro, nè Michael Bublè, puntuale ogni dicembre come un orologio svizzero.

Quest’anno la new entry del panorama natalizio è Kylie Minogue, con un cd, ‘Kylie Christmas’ che fa un pò recita delle elementari, ma per questo periodo direi che è l’ideale.

Questo Natale lasciate stare cappelli e profumi… REGALATE MUSICA, che non sbagliate mai.

Quando il nosense si impadronisce delle strofe…

Parliamo di nonsense, di assurdità, parole senza molto significato che i cantanti amano inserire all’interno dei loro pezzi come fossero gocce di cioccolato. A volte penso che le incastrino proprio a forza, le buttino lì perché non sanno dove metterle. Ogni tanto invece mi sorge il dubbio che le pensino proprio per far parlare le persone pettegole come me. In questo caso penso sia giusto accontentarli.
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“Io mi ricordo 4 ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla.” – Antonello Venditti                          

Allora Antonello, io so perfettamente che un liceale esausto è capace di fare innumerevoli pazzie, ma per portarti su una spalla un pianoforte o sei un campione di sollevamento pesi e hai due spalle larghe come la Valle d’Aosta oppure hai un plastico di Bruno Vespa che ti metti di fianco come il pappagallo del pirata Silver, e vai in giro con un mini pianoforte da compagnia.

“C’era una volta, o forse erano due, c’era una mucca, un asinello e un bue” -Alex Britti        

Insomma, Alex ci vuole spiegare che una volta (o forse due?) c’era il presepe. Mi sa che qualcuno dovrebbe informarlo del fatto che ancora oggi lo si usa fare: è tradizione, come il rituale tuffo di Capodanno nelle  cristalline acque del Tevere.

“E svegliarsi la mattina, tutturuturututtu, con la voglia di parlare…”    

La domanda sorge spontanea: chi è che si sveglia con la voglia di parlare? Se poi mi svegli cantando ‘tutturuturututtu’, stai sicuro che per me sparisci dalla circolazione, come la lira.            Voto: Zero Assoluto.   

Masticando una gomma al gusto di dopobarba, che non finisce mai, tra mezzanotte e l’alba” -Jovanotti        

Caro Jova, ti giuro che non qui non ti ho proprio capito. Una gomma al gusto di dopobarba? Ma cos’è, la novità 2015 della Mentadent? Poi dovresti anche spiegarmi il perché un artista realizzato e conosciuto come te dovrebbe passare le notti a masticare una gomma che come un rotolone Regina, non finisce mai.

“Le domeniche d’agosto quanta neve che cadrà”- Gigi D’Alessio 

Meraviglia. Ormai è diventato il tormentone che ogni anno invade i social network al primo temporale estivo. Gigi ma poi perché proprio di domenica che magari uno vuole andare al mare? Fai nevicare di lunedì, almeno possiamo rimanere a casa, come i parrucchieri.

Perle di Settembre

Buongiorno! Oggi vorrei pubblicare una piccola lista di canzoni che s’ispirano al mese di settembre.

Un aforisma trovato su twitter cita:

Di giorno fa caldo, la sera fa freddo, la nostalgia del mare, la paura dell’incertezza del nuovo inizio. Settembre è un adolescente perfetto

— Strega Comanda Color (@silviagarbe) 4 Settembre 2014

Quanta verità ragazzi. Ma passiamo alle canzoni.

  1. Wake me up when September ends. Classico dei Green Day, anno 2004, significato molto particolare: il brano è stato scritto da Billie Joe per il padre, che morì nel settembre 1982 a causa di un cancro. Ai funerali Billie Joe, che aveva solo 10 anni, scoppiò a piangere, scappò a casa e si chiuse nella sua camera. La madre, quando tornò dalla celebrazione, bussò alla porta e chiese al figlio di aprire, ma lui rispose: “Wake me up when september ends.”.

 

  1. Lunario di settembre. La voce e la musica sono di Ivano Fossati, ma il testo è tratto da una poesia di Anna Lamberti Bocconi (‘Alla Luna’), dove si analizza una sentenza di condanna datata 1647, periodo in cui tutti, dal dottore al servo della gleba, dal mercante al mendicante, credevano nell’esistenza della stregoneria.

 

  1. 29 settembre. Scritta da Mogol e Lucio Battisti, la canzone è incisa inizialmente in chiave rock dagli Equipe 84 (che la pubblicarono anche in inglese, 29th September), e successivamente da Battisti stesso.

 

  1. Impressioni di settembre Altro brano di Mogol, cantato dalla PFM (Premiata Forneria Marconi, presto scriverò un post sul perchè hanno scelto questo nome, promesso). Curiosando su internet ho scoperto che questo è il primo brano italiano in cui viene utilizzato il moog, strumento simbolo del rock progressivo di quegli anni. Pare che ai quei tempi nemmeno i PFM potesse permetterselo, così dovettero chiedere in prestito l’unico esemplare in possesso dell’importatore italiano.

Acqua azzurra, acqua chiara: la devozione dell’ultima ora

“Non conosciamo mai il valore dell’acqua finché il pozzo è asciutto”

É con questo aforisma di Thomas Fuller che voglio introdurre l’argomento di oggi, un pò parallelo alla musica, ma che gli habitué dei concerti, soprattutto negli stadi, sicuramente riscontreranno nella loro esperienza: la sete ad un’ora dal concerto.

La situazione è questa, ti trovi in piedi, sudato come dopo la maratona di Berlino, già stanco ma elettrizzato per quel live che aspetti da mesi. Ad un certo punto però arriva un momento che davvero detesti con tutto il cuore… la gola diventa secca e di saliva non c’è più alcuna traccia: hai assolutamente bisogno di una bottiglietta d’acqua. Così inizi a guardarti intorno, in cerca del tuo salvatore, l’omino che vende l’acqua… ma ovviamente di lui non c’è ombra. Prosegui ad osservare dettagliatamente ogni centimetro quadrato del parterre o del prato, quando ad un certo punto lo scovi, lo vedi, circondato da un numero infinito di persone nella tua stessa condizione, e ovviamente dalla parte opposta del palco, a significare che ci metterà così tanto ad arrivare nelle tue vicinanze che fai prima a raggiungere i monti del Matese e prenderla direttamente alla fonte questa benedetta acqua.

Poi per miracolo, non sai come, ne vedi un altro, più vicino, e quindi inizi a sbracciarti, a cercare di catturare la sua attenzione, al che i tuoi amici fanno finta di non conoscerti e le persone che ti sono affianco ti guardano come se fossi un alieno, ma a te non importa perché hai bisogno del tuo oro blu. Quando il tuo arcangelo ti nota e arriva, tu hai gli occhi lucidi e ti senti miracolato, paghi tralasciando il fatto che ti abbiano chiesto una tombola per una bottiglietta e inizi a rifocillarti come dopo una gita nel deserto di Accona.

Ah, la meraviglia delle avventure ai concerti.

Gli intramontabili successi del passato

Lo scorso sabato sera sono andata a fare un giro (lo ammetto, alla ricerca di un soffio di brezza estiva) nel meraviglioso borgo arroccato di Nemi, con vista mozzafiato sul lago.

Ad aggiungersi a questa fantastica prospettiva… Sorpresa! Serata cover, i più grandi successi di De Gregori, De André, Vasco Rossi e il mio amato Battisti. Inutile dire che tutti, dai bambini ai nonni canticchiavano i motivi che hanno segnato il nostro panorama musicale. Perchè non c’è niente da fare: i grandi successi rimangono, li continueremo, anche involontariamente, a cantare… Chi è che non sa il ritornello di ‘Con il nastro rosa’? O quello di ‘Generale’? Chi è che durante le feste non ha mai cantato ‘Albachiara’ a squarciagola?

Al che parte un’inevitabile riflessione, quali e quanti dei cantautori in voga oggi saranno venerati in questo modo tra sessanta, settant’anni?

Ciao mondo!

Questo è il mio primo post, e lo voglio utilizzare per una cosa a cui tengo molto, ringraziare.

Innanzitutto voglio ringraziare Filippo, per la possibilità e in particolare per la fiducia che ha fin da subito riposto nel mio entusiasmo.

Voglio ringraziare quelle persone (poche ma buone) che hanno sempre creduto in me e mi hanno sostenuto.

Un grazie speciale va a chi invece ha dubitato di me e dei miei progetti, perché so che sarete i lettori più fedeli.

Un grazie sentito e anticipato va a chi da ora in poi leggerà i miei pensieri e le mie riflessioni, accompagnandomi in questa meravigliosa avventura.